OpenAI e Google al Super Bowl: tra successi e scivoloni mediatici

OpenAI e Google al Super Bowl: tra successi e scivoloni mediatici

Alla 59esima edizione del Super Bowl LIX, OpenAI e Google hanno portato per la prima volta l’intelligenza artificiale sul palcoscenico. OpenAI ha emozionato il pubblico con uno spot ispirazionale che celebra l’ingegno umano, mentre Google, con “Dream Job”, ha toccato il cuore degli spettatori, ma è stato travolto dalle polemiche a causa di una pubblicità precedente. Due visioni opposte che raccontano il ruolo sempre più centrale dell’IA nelle nostre vite, tra potenzialità straordinarie e interrogativi su trasparenza e affidabilità.

L'evento sportivo dell'anno e la corsa all'IA

La 59esima edizione del Super Bowl non è stato solo sport e spettacolo, ma anche una vetrina per l’intelligenza artificiale con protagonisti i due giganti del settore: OpenAI e Google.

L’evento, che ogni anno cattura l’attenzione di milioni di spettatori, è stato il palcoscenico perfetto per le aziende tecnologiche che hanno colto l’occasione per raccontare il loro approccio all’IA attraverso spot pubblicitari dal forte impatto emotivo e comunicativo.

OpenAI: un debutto che celebra l'ingegno umano

OpenAI ha fatto il suo ingresso nel mondo del Super Bowl con uno spot dal costo di 14 milioni di dollari. La pubblicità, della durata di 60 secondi, celebra le grandi invenzioni che hanno segnato la storia, raccontando l’evoluzione dell’innovazione tecnologica e il ruolo sempre più centrale dell’IA nella nostra vita quotidiana.

Lo spot, intitolato “The Intelligence Age”, affascina con un’animazione puntinista che ripercorre le tappe fondamentali della storia umana: dalle prime grandi invenzioni, come la ruota e il fuoco, fino alle moderne applicazioni dell’IA, tra cui i servizi offerti da ChatGPT. Un aspetto che va sicuramente sottolineato è che, l’obiettivo della campagna  è stato quello di trovare un equilibrio tra tecnologia e creatività umana. Sebbene il modello text-to-video Sora di OpenAI sia stato impiegato nella fase di ideazione, l’animazione finale è stata interamente realizzata da professionisti del settore.

“Volevamo che il messaggio fosse coinvolgente e pertinente per il pubblico del Super Bowl, che comprende decine di milioni di persone senza alcuna familiarità con l’intelligenza artificiale”. Come sottolineato da Kate Rouch, nuova CMO dell’azienda, il messaggio è stato chiaro: l’IA non sostituirà mai l’ingegno umano, ma lo potenzia. 

Gemini: tra emozione e polemiche

Durante il Super Bowl Google ha scelto di promuovere Gemini attraverso due spot.

Il primo, “Dream Job”, mette al centro dello storytelling un uomo che, preparandosi per un colloquio di lavoro, racconta in modo profondo la sua esperienza da genitore.  L’intento della pubblicità è stato quello di mostrare come Gemini, tramite la funzione Live su Google Pixel, possa aiutare le persone nelle sfide della vita, intrecciando l’uso dell’IA con il valore delle esperienze umane.

Questa strategia di marketing si inserisce in un contesto in cui Google punta a rafforzare l’immagine della sua AI, non più vista come un semplice sistema automatizzato, ma come una risorsa empatica e “umana”, capace di entrare in sintonia con le emozioni degli utenti.

Il secondo spot, “Party Blitz”, invece, cambia radicalmente approccio, passando a un tono più divertente. In questo caso, l’AI non si presenta più come un consigliere intimo, ma come un alleato per fare bella figura durante una festa. La leggerezza della pubblicità suggerisce che l’intelligenza artificiale possa essere utile in contesti informali e situazioni ordinarie.

In entrambe le pubblicità, il messaggio principale è che l’AI non è solo una tecnologia complessa, ma un assistente facile da usare. La tecnologia deve diventare invisibile, integrandosi nella vita quotidiana senza che l’utente debba fare uno sforzo per comprenderla.

Tuttavia, la strategia comunicativa di Google ha subito un imprevisto colpo, a causa di una controversia legata a un precedente spot pensato per promuovere l’uso dell’AI nel business: nel video le risposte fornite da Gemini includevano un’affermazione errata riguardo al consumo globale del formaggio Gouda.

Questo incidente ha acceso una nuova discussione sulla fiducia e la credibilità delle informazioni che ci arrivano dai chatbot AI, mettendo in luce le sfide che l’intelligenza artificiale deve ancora affrontare.

OpenAI e Google: due visioni a confronto

L’approccio di OpenAI e Google al Super Bowl mette in luce due modi diversi di raccontare l’intelligenza artificiale.

  • OpenAI ha puntato su un messaggio ispirazionale, sottolineando il potenziale dell’IA come strumento al servizio dell’ingegno umano.
  • Google, pur riuscendo a emozionare con la narrazione di “Dream Job”, e dando un tocco più umano al mondo dell’intelligenza artificiale, ha visto offuscata la sua immagine a causa della controversia sullo spot del Wisconsin Cheese Mart, sollevando interrogativi sull’affidabilità della comunicazione legata all’IA.

Il Super Bowl si conferma così non solo un’arena sportiva, ma anche un banco di prova per l’etica e la trasparenza nella promozione delle nuove tecnologie.

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