La Milano Fashion Week 2025 è stata il palcoscenico ideale per le strategie di branding dei grandi marchi di moda. Da Gucci a Fendi, fino alle performance sorprendenti di nuovi ambassador, il branding è stato il protagonista indiscusso.
Come i brand di moda e gli influencer hanno dominato la Milano Fashion Week 2025
La Milano Fashion Week 2025 è stata il palcoscenico ideale per le strategie di branding dei grandi marchi di moda. Da Gucci a Fendi, fino alle performance sorprendenti di nuovi Ambassadors, il branding è stato il protagonista indiscusso. Questo articolo esplora come i brand stanno sfruttando la moda per raccontare storie coinvolgenti, evolvere senza perdere la propria identità e raggiungere le nicchie più giovani. Il tutto, grazie a un mix perfetto di tradizione, innovazione ed esperienze.
Il potere di Gucci: il branding attraverso l'autenticità
Gucci ha confermato, ancora una volta, la sua maestria nel branding alla Milano Fashion Week 2025. Con una sfilata che ha mescolato elementi tradizionali e innovativi, il brand ha rafforzato la sua posizione di leader nel mercato del lusso. Non è stato solo il look delle modelle a fare notizia, ma la forte identità comunicata attraverso ogni dettaglio della passerella. Gucci ha continuato a puntare sulla sua “Gucci-ness”, un concetto che esplora il mix tra la tradizione e l’evoluzione, rendendo il brand ancora più desiderabile.
Nonostante l’assenza di un direttore creativo ufficiale dopo la partenza di Sabato De Sarno, Gucci ha presentato una collezione che ha enfatizzato elementi iconici del brand. Questa mossa ha rafforzato l’identità del marchio e ha mantenuto l’interesse dei media e del pubblico, nonostante un calo delle vendite del 21% tra il 2023 e il 2024, come riportato da FT.com.
Secondo una ricerca di Bain & Co, Gucci è tra i 10 brand più influenti del settore della moda, con un aumento delle vendite del 17% nel 2024. Questo dimostra l’efficacia del suo branding.
Fendi e il centenario: tradizione e innovazione per il futuro
Nel corso della Milano Fashion Week 2025, Fendi ha celebrato il suo centenario con una sfilata che ha unito passato e futuro. Il brand ha deciso di utilizzare il proprio heritage come punto di partenza per creare una connessione emotiva con il pubblico. Un punto di forza di Fendi è stato il modo in cui ha celebrato la sua storia senza risultare retrò, ma restando al passo con le tendenze moderne. La sfilata, che ha visto la partecipazione dei discendenti dei fondatori, è stata un esempio perfetto di come il branding possa evolversi rimanendo fedele ai propri valori.
Fendi non ha solo celebrato i suoi 100 anni, ma ha anche usato l’evento come una piattaforma per parlare di sostenibilità e innovazione, temi che sono diventati essenziali nel mondo della moda di lusso. I brand che puntano sulla sostenibilità hanno visto un incremento della domanda: ad esempio, il 32% dei consumatori preferisce acquistare prodotti da marchi che dimostrano un impegno concreto per l’ambiente.

Diesel: riconnettersi con la Generazione Z
Un altro esempio di branding vincente alla Milano Fashion Week 2025 è stato Diesel, sotto la direzione di Glenn Martens. Il brand ha creato una connessione forte con la Generazione Z attraverso eventi non convenzionali che hanno unito moda e musica. Una delle performance più memorabili è stata una sfilata a Milano con una pista da skate coperta di tessuto, che ha attirato un pubblico giovane e dinamico. A ciò si è aggiunto un rave di 12 ore in collaborazione con NTS Radio, che ha ampliato la portata di Diesel tra i giovanissimi. Queste iniziative hanno avuto un impatto diretto, con la fascia di età tra i 16 e i 25 anni che ora rappresenta il 36% del fatturato del brand, come riportato da TheGuardian.com.
Diesel ha sfruttato appieno il potere del branding esperienziale, creando eventi immersivi che non solo hanno coinvolto i partecipanti, ma hanno anche generato un’enorme attenzione sui social media.
Il rebranding e la collaborazione di Dsquared2 con celebrities
In occasione del suo 30° anniversario, Dsquared2 ha organizzato una sfilata memorabile alla Milano Fashion Week 2025, combinando una scenografia che mescolava elementi di magazzino e nightclub. La presenza di celebrità come Brigitte Nielsen e Naomi Campbell, insieme a performance musicali di artisti come Doechii, ha amplificato la visibilità del brand sui media tradizionali e social. Questo approccio ha creato un’esperienza unica, che ha attirato l’attenzione dei giovani e degli appassionati di moda, generando un impatto significativo sui social media.
La sfilata ha ricevuto una copertura mediatica globale, sottolineando l’importanza di coinvolgere influencer e celebrità per migliorare la presenza e il branding di un marchio.
L’esempio di Dsquared2 evidenzia come il branding non si limiti più alla sola creazione di un prodotto, ma si estenda alla costruzione di un’immagine coerente e coinvolgente. Secondo uno studio di Nielsen, il 64% dei consumatori ritiene che le esperienze siano più influenti rispetto alla pubblicità tradizionale. Un dato che dimostra il crescente ruolo del marketing esperienziale.

Le micro-community: il futuro del branding
Un’altra tendenza crescente è la creazione di micro-community che permettono ai brand di raggiungere segmenti di mercato sempre più specifici. La Milano Fashion Week 2025 ha visto il consolidarsi di una comunicazione sempre più personalizzata, con brand che hanno cominciato a focalizzarsi su nicchie come la moda sostenibile, la genderless fashion e l’alta moda tecnologica. Le sfilate sono diventate un’opportunità per parlare direttamente a gruppi di consumatori fedeli, creando un legame che va oltre il prodotto.
Ad esempio, brand come Patagonia o Stella McCartney, che sono noti per il loro impegno verso l’ambiente, hanno visto una crescita delle loro community di appassionati e ambasciatori. La creazione di contenuti esclusivi e di esperienze personalizzate è diventata una priorità, con un conseguente aumento della lealtà del cliente. Secondo McKinsey, il 52% dei consumatori è disposto a pagare di più per un prodotto che rappresenta i propri valori.
L'influenza degli influencer sui social media
Oltre ai brand, anche gli influencer hanno avuto un ruolo determinante nel successo della Milano Fashion Week 2025. Bach, il creatore vietnamita-francese di TikTok, ha sfidato i tradizionali ruoli di genere nel make-up, guadagnando popolarità soprattutto tra il pubblico più giovane. La sua presenza durante le sfilate, come quella di Jacquemus a Parigi, ha attirato l’attenzione dei fan, ampliando la portata dei brand attraverso piattaforme come TikTok.
Un altro influencer che ha avuto un impatto significativo è Lyas, un content creator francese noto per i suoi video che rendono la moda accessibile e comprensibile. La sua partecipazione a sfilate di marchi come Thom Browne, Tory Burch, Valentino e Jean Paul Gaultier ha contribuito a una maggiore interazione e copertura sui social media, avvicinando il pubblico ai brand e stimolando il coinvolgimento.
Conclusioni
La Milano Fashion Week 2025 ha confermato che il branding è molto più di un logo o di un prodotto. I brand di moda stanno raccontando storie, creando esperienze uniche e costruendo community sempre più fedeli. Gucci, Diesel, Dsquared2 e altri marchi sono solo alcuni esempi di come il branding, se gestito correttamente, possa creare connessioni durature con il pubblico e contribuire al successo del brand. L’integrazione di innovazione, tradizione e marketing esperienziale è la chiave per emergere nel mondo della moda e, in generale, nel panorama del marketing digitale.
bDigital si impegna a fornire informazione digitale di qualità ed in costante aggiornamento. Il mondo dei Social Media e del Digital non smette mai di aggiornarsi: è con i nostri blog che vi raccontiamo gli ultimi trend, le ultime release, come funzionano gli algoritmi, dos and don’ts e tanto, tanto altro. Se siete appassionati di digital marketing, di Social Media ed, in generale, di comunicazione digitale, continua a leggerci!
bDigital è la digital agency di Barabino&Partners, la più importante agenzia di comunicazione italiana nel mercato della consulenza in comunicazione d’impresa: scopri in cosa facciamo la differenza.