L’ultimo esperimento di Il Foglio – con il suo supplemento interamente scritto dall’IA, “Foglio AI” ci sta dimostrando in che modo l’AI può essere in grado di affiancare i professionisti senza mai sostituirli.
L’intelligenza artificiale nel giornalismo: l'esperimento de "Il Foglio"
Il mondo dell’informazione sta vivendo un momento di trasformazione. L’intelligenza artificiale si sta integrando nei processi redazionali e nelle pubbliche relazioni, non come una minaccia, ma come un’opportunità per migliorare la qualità, la velocità e la personalizzazione dei contenuti.
L’ultimo esperimento de Il Foglio – con il suo supplemento interamente scritto dall’IA, “Foglio AI” ci sta dimostrando in che modo l’AI può essere in grado di affiancare i professionisti senza mai sostituirli.

Foglio AI: il primo giornale scritto interamente dall’IA
Il 18 marzo 2025, Il Foglio ha lanciato “Foglio AI”, un supplemento di quattro pagine in cui ogni articolo, titolo e impaginazione è stato realizzato con strumenti di intelligenza artificiale. L’obiettivo? Capire come l’IA può essere integrata nel giornalismo senza snaturarlo.
Non è la prima volta che un giornale sperimenta l’IA, ma è la prima volta che un’intera edizione viene affidata a una macchina. L’idea non è sostituire i giornalisti, ma esplorare il potenziale di queste tecnologie nel supportare il lavoro quotidiano nelle redazioni.
IA e giornalismo: un’integrazione sempre più diffusa
L’introduzione dell’IA nel giornalismo non è una novità. Testate come il New York Times utilizzano già strumenti di IA per automatizzare alcune fasi della produzione di contenuti.
Un esempio concreto è Echo, il tool interno del New York Times che aiuta a:
- Riassumere articoli lunghi
- Generare titoli ottimizzati
- Creare contenuti per i social media
Grazie a sistemi di machine learning, l’IA aiuta a semplificare il flusso di lavoro giornalistico senza mai sostituire il ruolo dell’essere umano.
I numeri dell’IA nel settore media
L’IA sta rivoluzionando il settore delle pubbliche relazioni, fornendo strumenti avanzati che migliorano l’efficienza operativa e l’analisi strategica senza mai sostituire il ruolo cruciale e strategico dei professionisti. Questo consente ai team di PR di reagire tempestivamente e adattare la comunicazione in base al sentiment del pubblico.
📊 Il 71% delle aziende del settore media ha già adottato strumenti di IA per migliorare efficienza e personalizzazione dei contenuti.
📊 Il 50% delle redazioni usa AI per analizzare i dati e creare report automatici.
📊 Il 65% dei media manager ritiene che l’IA migliorerà la qualità del giornalismo nei prossimi anni.
Un altro ambito in cui l’IA è diventata cruciale è la creazione di contenuti personalizzati: analizzando dati e comportamenti degli utenti, l’IA può suggerire temi e toni più adatti per aumentare l’engagement e migliorare la rilevanza delle campagne di comunicazione. Questo approccio è particolarmente utile nella gestione delle relazioni con gli influencer, dove l’IA aiuta a identificare i profili più adatti in base a parametri di settore, audience e interazione, rendendo le collaborazioni più efficaci.
📊 Il 75% dei professionisti delle PR utilizza già strumenti di IA generativa, quasi il triplo rispetto al 2023, a dimostrazione di quanto questa tecnologia sia diventata un supporto strategico.
L’IA nelle pubbliche relazioni: un cambio di paradigma
Possiamo quindi affermare che l’IA sta diventando un’alleata strategica, non solo per ottimizzare i processi, ma per analizzare i dati, monitorare le reputazioni e personalizzare le comunicazioni.
- Monitoraggio e sentiment analysis: strumenti di IA analizzano milioni di post e articoli per capire come viene percepito un brand.
- Creazione di contenuti mirati: l’IA aiuta a scrivere comunicati stampa ottimizzati e a segmentare il pubblico in modo più efficace.
- Analisi delle performance: le PR digitali sono sempre più data-driven, e l’IA aiuta a misurare l’impatto delle campagne.
Nel 2025 è sempre più forte anche la consapevolezza che l’AI possa essere un grande alleato per i professionisti, ma mai una sostituta. Empatia, expertise, professionalità e tutti i valori del singolo professionista rimangono sempre insostituibili. Ma quindi, l’AI per i giornalisti, che ruolo strategico potrebbe avere?
- Automatizza le attività ripetitive: via libera a più tempo per creatività e strategia.
- Aiuta a scoprire trend e insights: offre nuove opportunità di approfondimento.
- Migliora la qualità del contenuto: grazie a strumenti che ottimizzano testi e analisi.
L’IA, insomma, non cancella il lavoro umano, ma lo potenzia. Il vero valore aggiunto rimane sempre l’interpretazione, la creatività e l’empatia che solo le persone possono offrire. Soprattutto, in un contesto come quello attuale, alla base di tutto sta il controllo: il singolo professionista che ha la possibilità di lavorare con un tool di AI deve costantemente controllare il lavoro svolto dall’Intelligenza Artificiale per valutarne l’output e la veridicità.
Conclusioni
L’esperimento di Il Foglio con Foglio AI è solo un assaggio di ciò che ci aspetta nel futuro dei media e delle pubbliche relazioni. L’intelligenza artificiale sta implementando il settore, offrendo strumenti sempre più avanzati per analizzare dati, personalizzare contenuti e migliorare l’efficienza operativa.
Tuttavia, l’IA non sostituirà mai il pensiero critico e la creatività umana. Il suo ruolo è quello di supportare i professionisti, automatizzando attività ripetitive e fornendo insight strategici, ma il valore della comunicazione resta nella capacità di interpretare i dati, raccontare storie autentiche e costruire relazioni significative.

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